giovedì 27 gennaio 2011

Storia di una gocciolina d'acqua

La Scuola dell'Infanzia della Scala, con i bambini di 5 anni, ha affrontato  il ciclo dell'acqua. Insieme hanno ricostruito la storia con questa presentazione. 
A febbraio-marzo parteciperanno anche al progetto "Adotta un esperimento" con l'Istituto Cattaneo, che gli farà vedere in laboratorio alcuni esperimenti con l'acqua e alla giornata della Sperimentalfesta.
Lo potete scaricare da qui:



venerdì 21 gennaio 2011

Pc In Tasca

Una pendrive per la scuola del futuro


Se la scuola del futuro vedrà sempre meno libri cartacei e sempre più contenuti multimediali, allora il progetto PcInTasca, rigorosamente made in Italy, rappresenta uno dei tanti punti di partenza verso un modello innovativo di didattica. L’iniziativa, che ha preso vita già da quasi quattro anni in una scuola primaria del comune di Arco, in provincia di Trento, conta diverse centinaia di studenti e può considerarsi ormai una realtà consolidata a disposizione di quanti vogliano sperimentare, anche solo parzialmente, la sostituzione di oggetti tradizionali, e anche più ingombranti, come quaderni, diari e astucci a favore di strumenti digitali.

Il progetto, pensato e realizzato appositamente per un utilizzo in ambito didattico, consiste in una raccolta di software e giochi open source educativi fruibili direttamente da pennetta USB. La suite di programmi si avvia nel momento in cui il dispositivo portatile viene collegato al pc e si presenta in modo del tutto simile al menù Start di Windows, con una lista di tutte le applicazioni disponibili e le cartelle contenenti i propri appunti e dove archiviare immagini, video e contenuti digitali.

Le materie da studiare sono davvero tantissime, dall’italiano alle scienze naturali, passando per la musica, la geografia, la matematica e tante altre ancora. Oltre ad applicazioni mirate all’approfondimento diretto delle varie aree disciplinari, il pacchetto comprende anche alcuni programmi base, rigorosamente open source, per la navigazione in internet, la grafica e la messaggistica istantanea. Direttamente dal sito del progetto, inoltre, è possibile scaricare una
versione di PcInTasca comprendente un’edizione portable della suite per ufficio OpenOffice, con programmi specifici per la scrittura, i fogli di calcolo e le presentazioni multimediali.

Per scoprire tutti gli sviluppi di PcInTasca e per visualizzare il video introduttivo del progetto è possibile visitare le
pagine ufficiali dell’iniziativa.

martedì 18 gennaio 2011

INVALSI

Ecco alcuni utili riferimenti ministeriali:la circolare n.86 (a. s. 2009/2010)La presentazione sintetica dell’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione e quadri di riferimento:il questionario studente
Di seguito potete scaricare le prove INVALSI e i Progetti Pilota pubblicati e somministrati negli anni scorsi.
Prove Invalsi classe seconda
Prove Invalsi classe quarta
Prove Invalsi classe quinta
Prove Invalsi classe prima media

sabato 15 gennaio 2011

Verso una Scuola Amica

Il nostro Istituto ha ottenuto il prezioso riconoscimento di "Scuola Amica".


La scuola Amica è una scuola dove la Convenzione sui diritti dell´Infanzia e l´Adolescenza è conosciuta nei suoi contenuti, ma soprattutto viene attuata e vissuta quotidianamente, e per questo bambini e ragazzi ne diventano protagonisti.
Per intraprendere il percorso sono stati individuati nove passi, che traducono i diritti dell´infanzia e dell´adolescenza nella realtà scolastica.
Per capire se la scuola sta concretamente lavorando per attuare i diritti enunciati nella Convenzione, vengono presi in esame degli indicatori.
Il quadro degli indicatori somministrati all´inizio dell´anno e al termine dell´iniziativa viene utilizzato allo scopo di descrivere la situazione iniziale, rilevare i cambiamenti realizzati e descrivere la situazione finale.
 
Qui il Progetto Generale Unicef

martedì 11 gennaio 2011

La Fiaba

"Scoprire la realtà nella fantasia. Un tentativo di aggirare la logica del dualismo pessimismo-realismo affrontando con la struttura della fiaba i più svariati argomenti. La fiaba per bambini spesso può veicolare un messaggio anche per chi la racconta, sia esso chi la scrive o chi la narra. La fiaba offre questa opportunità. Io provo a coglierla.
"Io credo questo: le fiabe sono vere, sono, prese tutte insieme, nella loro sempre ripetuta e sempre varia casistica di vicende umane, una spiegazione generale della vita, nata in tempi remoti e serbata nel lento ruminio delle coscienze contadine fino a noi; sono il catalogo dei destini che possono darsi a un uomo e a una donna". (Italo Calvino).
La migliore definizione di fiaba che abbia mai trovato."
Un sito dove la fiaba regna sovrana e ci affascina con il suo gusto antico.


Se tu mi vieni a raccontar l'istoria
dell'Augellin bel verde, oh ch'io divento
matto dal gusto. Il mondo forse è vecchio,
ma si diverte ancora e bamboleggia
alle belle storielle d'una volta.
(La Fontaine)

domenica 9 gennaio 2011

Nel regno dei nativi digitali


Addio al vecchio sapere lineare fondato sulla parola scritta e sulla trasmissione di conoscenza maestro-alunno: imparare oggi ha la forma di un suk arabo nell'ora di punta. Tra social network, video-racconti su YouTube, la musica di MySpace, il linguaggio sincopato delle chat e le bufale online, gli studenti di nuova generazione hanno bisogno di una bussola per orientarsi. Ma la scuola non c'è. O meglio, non ce la fa: a studenti 2.0 corrispondono spesso istituti scolastici da secolo scorso.
Chi sono questi famigerati «nativi digitali», nati e cresciuti a rivoluzione internet compiuta? Come ha scritto l'ex direttore del programma Comparative media studies del Mit di Boston, Henry Jenkins, la loro cultura è «partecipativa» e si fonda su «produzione e condivisione di creazioni digitali» e su una «partnership informale» tra insegnanti e alunni, che porta il bambino a sentirsi responsabile del progetto educativo. Il maestro non è più un trasmettitore di conoscenza ma un «facilitatore», che fa da filtro tra il caos della rete e il cervello del piccolo studente. «Frequentano gli schermi interattivi fin dalla nascita», spiega Paolo Ferri, docente di Tecnologie didattiche e teoria e tecnica dei nuovi media all'Università Bicocca di Milano, «e considerano internet il principale strumento di reperimento, condivisione e gestione dell'informazione». È la prima generazione (che oggi ha tra gli 0 e i 12 anni) veramente hitech, che pensa, apprende e conosce in maniera differente dai suoi fratelli maggiori. «Se per noi imparare significava leggere-studiare-ripetere, per i bambini cresciuti con i videogames vuol dire innanzitutto risolvere i problemi in maniera attiva», prosegue Ferri, che studia e promuove da anni il «digital learning». I bambini cresciuti con consolle e cellulare sono «abituati a vedere la risoluzione di compiti cognitivi come un problema pragmatico», aggiunge.
Lynn Clark direttrice dell'Estlow International Center for Journalism and New Media dell'Università di Denver (Usa) ha condotto un progetto di ricerca su 300 famiglie americane per capire come se la cavano con i media digitali. «Grazie ai videogiochi, il sapere dei bambini si nutre di simboli, sfide e modelli sempre diversi di narrazione», spiega Clark che aggiunge: «quando le modalità di apprendimento scolastico sono simili a quelle di un gioco ci sono maggiori chance che gli alunni apprendano volentieri e in fretta». «Se qualcosa può essere visto, ascoltato, suonato, perché dovrebbe essere raccontato a parole?», si chiede Paolo Ferri.


Nishant Shah, che a 26 anni dirige il Center for Internet and Society di Bangalore in India, lo spiega così via Skype: «La tecnologia dei nostri padri è quella televisiva: un modello analogico che stabilisce ruoli, responsabilità e struttura della produzione, diffusione e consumo di conoscenza. Con l'esplosione del p2p – l'idea di una rete dove non esiste gerarchia e tutto viene condiviso – i ruoli sono messi in discussione dallo studente, che si considera parte attiva nella produzione di sapere e vede i libri come una fonte tra le tante». Se è vero che la frase «l'ha detto internet» ha assunto tra i bambini l'autorevolezza di una sentenza della Cassazione, è innegabile che la Rete sia la patria del vero-simile. «Internet sta ridisegnando i confini della verità – continua Shah – e questo pone grandi sfide per gli educatori del XXI secolo: come si fa a imparare utilizzando fonti che non hanno approvazione istituzionale? Come si può riconoscere un valido provider di conoscenza nel caos online?». Anche il professore della Bicocca ammette che «la cut-and-paste culture e la presunzione di veridicità della Rete» tendono ad abbassare la percezione critica degli utenti: «Internet diventa per i bambini "la fonte", a prescindere dall'autorevolezza del sito e di chi scrive», dice. Se passa il modello Wikipedia, crolla l'importanza dell'autore. O, come ha scritto l'antropologa Susan D. Blum sul «New York Times»: «se per lo studente non è fondamentale essere unico, va bene usare parole di altri. Dice cose a cui non crede? Allora va bene scrivere testi su argomenti sconosciuti con l'unico scopo di prendere un buon voto: conoscere è diventato un mezzo per ottenere consensi e socialità».
Per il momento le iniziative più interessanti di digital learning riguardano i fratelli più grandi. Dal prossimo anno in 2.500 campus universitari americani arriverà un software per pc, iPad e telefonini (il costo va dai 30 ai 70 dollari e il maggiore produttore è la Turning Technologies) chiamato «clickers», che permette all'insegnante di verificare il livello di attenzione dello studente – immerso nella navigazione internet – chiedendo feedback sulla tastiera ogni 15 minuti. Il professore di Harvard, Charles Nesson ha tenuto un corso virtuale su Second Life, mentre il progetto di educazione civica «YouMedia», sponsorizzato dall'amministrazione di Chicago, promuove l'apprendimento attraverso video-racconti pubblici di libri. Nella Woodside High School, in California, gli studenti hanno borse di studio per comprare l'iPad, un centro multimediale da tre milioni di dollari e lezioni su come registrare la musica e usare internet in maniera responsabile. Grazie ai computer economici del guru informatico Nicholas Negroponte, tutti i bambini uruguaiani delle elementari hanno un pc.
In Europa – che ha messo la competenza digitale al quarto posto (dopo prima lingua, lingua straniera e matematica e scienze) tra le competenze chiave per l'educazione degli stati membri dell'Unione – il paese più «native digital oriented» è l'Inghilterra, dove la riforma del sistema scolastico voluta dal governo Blair ha ridotto drasticamente il numero degli studenti per classi, favorendo così la personalizzazione dell'insegnamento, e tagliato il numero delle materie. «Sono passati – sottolinea Paolo Ferri – da un modello disciplinare basato sui contenuti a quello per competenze che si regge su un principio: imparare a imparare». Ferri ricorda che la lavagna interattiva è presente nel 100% delle classi primarie e secondarie inglesi mentre in Italia si punta ad averne una su dieci entro il 2011. Qui la strada è ancora tutta in salita.
Il ministero dell'Istruzione porta avanti il progetto Lim, che riguarda l'introduzione di lavagne interattive nelle aule, e quello Cl@ssi 2.0 che punta a finanziare con 30mila euro 156 classi (in Italia ci sono circa 25mila scuole) delle scuole medie inferiori per lo sviluppo di progetti innovativi. «C'è una grande carenza di investimenti dall'alto – denuncia Ferri – arginata da qualche dirigente di buona volontà». Per il professore della Bicocca è a livello territoriale, grazie all'autonomia scolastica e alle capacità manageriali e creative di qualche preside, che si vedono i migliori esperimenti. A Bollate, un comune di 37 mila abitanti alle porte di Milano, per imparare a usare l'iPad basta chiedere aiuto a un bambino. Nelle aule dell'Istituto di via Brianza – due scuole elementari e due medie inferiori – al posto di quadernetti e matite, da settembre gli alunni usano il tablet computer prodotto dalla Apple. Qualche centinaia di chilometri più a sud, a Reggio Emilia – la città dove tutti vorrebbero avere tre anni per quel «Reggio Approach», lodato dal «New York Times» (parole d'ordine: arte, assemblee di classe e respiro globale), che ha fatto guadagnare al capoluogo emiliano il titolo di capitale mondiale degli asili nido – software, dispositivi elettronici e lavagne interattive hanno ormai sostituito seggioloni e orsacchiotti. Bollate e Reggio non sono residui di una bizzarra avanguardia pedagogica, il cui simbolo cinematografico è ancora Bianca di Nanni Moretti, con le vicende della scuola «Marilyn Monroe» dove al posto della foto del presidente della Repubblica c'è Dino Zoff e i professori giocano alle slotmachine e al flipper. Dimostrano piuttosto che ci sono, anche in Italia, presidi e maestri che hanno capito chi sono e come si educano i nativi digitali.
«Ma il risultato è quella di una cartina dell'innovazione a macchia di leopardo», dichiara Ferri, che tuttavia si dice ottimista. Da un lato perché «nel 2013 andrà in pensione la metà degli insegnanti italiani», dall'altro perché crede nel contagio positivo: «In dieci anni le scuole al passo con le trasformazioni sociali e tecnologiche, e per questo premiate con finanziamenti e alto numero di iscrizioni, avranno costretto le altre ad adeguarsi». Una speranza? No, un dovere. Perché «innovare innovare innovare», il famoso mantra di Hal Varian di Google News, è l'unica chance di sopravvivenza anche per la scuola italiana.
serena.danna@ilsole24ore.com
twitter@24people

lunedì 3 gennaio 2011

Il cielo visto dai bambini

Dal 07.12.2010 al 14.04.2011
Guarda il cielo e disegna le emozioni che provi, gli è stato chiesto. Loro hanno risposto in massa: più di 500 tavole, realizzate con le tecniche più disparate, zeppe di asteroidi, pianeti, astronavi e volte stellate. Era la quarta edizione del concorso «Osserva il cielo e disegna le tue emozioni», organizzato dall’INAF- Osservatorio astrofisico di Catania (OACT). Quest’anno l’invito si rinnova, ed è rivolto a tutte le bambine e i bambini che frequentano la scuola elementare.
Gli studenti potranno inviare disegni che abbiano per tema principale un qualsiasi soggetto di carattere astronomico a loro scelta: il Sole, il Sistema solare, la Terra, le stelle, le galassie, l’universo, l’esplorazione spaziale o quant’altro. Saranno accettati elaborati realizzati con qualsiasi tipo di tecnica (pastelli, acquarelli, matita, etc.) purché presentati su fogli di formato massimo A4. Ogni studente potrà inviare un solo elaborato. Saranno accettati lavori di gruppo fino ad un massimo di tre studenti.
Gli elaborati ricevuti saranno esaminati da una giuria di preselezione, che ammetterà alle fasi successive solo quelli contenenti come tema principale un soggetto astronomico. Gli elaborati accettati saranno pubblicati nel sito web dell’OACT. Una giuria di esperti nominata dal Direttore dell’OACT sceglierà non meno di 5 elaborati ritenuti più originali e/o ben realizzati che saranno premiati nel corso di una cerimonia che si terrà nel mese di maggio 2011. Gli elaborati potranno essere inseriti in un CD-ROM realizzato in collaborazione con associazioni per la ricerca in campo medico e/o a protezione dei bambini, ed eventualmente in un calendario per l’anno 2012, anch’esso a scopo benefico.
Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 14 aprile 2011 (farà fede il timbro postale) all’indirizzo: INAF – Osservatorio Astrofisico di Catania – Concorso «Osserva il Cielo e disegna le tue emozioni» – Via S. Sofia, 78 – 95123 – Catania. Insieme all’elaborato occorrerà inviare, pena l’esclusione dal concorso, una scheda informativa dello studente firmata da un genitore. In caso di elaborati realizzati da più studenti occorrerà inviare una scheda per ciascuno di essi. I dati personali non saranno resi pubblici; sul sito web della manifestazione e sul CD-ROM apparirà solo il nome (non il cognome) e l’età dell’autore.
Si incoraggiano gli insegnanti a svolgere funzioni di tutor di uno o più studenti, svolgendo opera di collegamento tra la scuola e l’OACT durante tutte le fasi del concorso. Al fine di agevolare l’inserimento dell’elaborato nella pagina web del concorso è facoltativo inviare anche una versione digitalizzata in formato jpg (dimensione massima 3MB) all’indirizzo e-mail: divulgazione@oact.inaf.it.
Per ulteriori informazioni: 095-7332312 – divulgazione@oact.inaf.it
fonte:INAF
Segnalo anche il sito dell' Osservatorio Astronomico di Tavolaia, Santa Maria a Monte, per le interessanti  iniziative.