Augurando a tutti Buone Feste ed un sereno Anno Nuovo 2013, vi presento la mostra dei presepi realizzata dalla Scuola Primaria "Don Milani" a S. Miniato Basso.
Ogni classe ha realizzato uno o più presepi utilizzando varie tecniche e composizioni.
Ecco le foto che illustrano i lavori finiti.
Classe 1°A Presepe in Palestina
Classe 1°B Presepe innevato
Classe 2 Presepi realizzati con l'aiuto dei genitori
Scuola dell’infanzia, un giorno come un altro. È il momento dell’uscita, e nel giro di un quarto d’ora mamme, papà, nonne e babysitter si affacciano alla porta dell’aula; i bimbi sono seduti in cerchio, e quando arriva il loro turno si alzano, vanno loro incontro, salutano la maestra, e corrono verso l’uscita.
Oggi però è diverso, dev’essere successo qualcosa: quando entro nell’aula, mia figlia Margherita col faccino preoccupato, sta guardando la maestra che parla con un suo compagno. Non mi va di interrompere e aspetto. Capisco così che il bambino a cui parla la maestra ha appena tirato un bicchiere (fortunatamente di plastica) in testa a un’altra bambina, che è seduta lì vicino, con gli occhioni pieni di lacrime e un bel segno rosso sulla fronte.
Sergio (nome di fantasia), sembra piuttosto arrabbiato, col visetto imbronciato e lo sguardo rivolto a terra. Si appoggia alla mamma, e da principio mi sembra quasi mortificato. Ma quando la maestra gli fa notare che con il suo gesto, oltre ad aver trasgredito a una regola, ha fatto male alla compagna, e dovrebbe chiederle scusa, alza gli occhi e risponde con voce sicura: “No!”
A questo punto interviene la mamma … ma invece di parlare al figlio, si rivolge alla maestra: “insomma, mio figlio è fatto così, non c’è niente da fare! È tanto buono ma se gli saltano i cinque minuti…”. Poi guarda la bambina e le dice: “Ormai sono tre anni che lo conosci, non hai ancora capito che devi lasciarlo stare?”
Prende suo figlio per mano e se ne va.
Interrompo qui il racconto relativo a quel pomeriggio, vorrei soffermarmi sulla frase “mio figlio è fatto così!” (rigorosamente con il punto esclamativo) che tante volte ho sentito pronunciare in questi anni, sia durante incontri formativi con gruppi di genitori, che nella mia vita di tutti i giorni, soprattutto sui cancelli delle scuole frequentate dalle mie figlie.
Cosa significa “mio figlio è fatto così!”? Cosa spinge un genitore a pronunciare queste parole? Quali i sentimenti, le intenzioni?
L’origine di questa frase potrebbe essere, e a volte è, un sentimento di profonda accettazione: i genitori devono imparare con il tempo a conoscere e ad accettare il proprio bambino, con i suoi pregi e i suoi difetti, rispettarne carattere e inclinazioni… lo sanno tutti!
Su quale manuale non troviamo un’indicazione di questo genere? Giusto e sacrosanto.
Quando un figlio si sente accettato e amato così com’è dai propri genitori, e non perché raggiunge certi risultati, migliora la propria autostima, elemento fondamentale per la crescita. Però a volte si rischia, in nome dell’accettazione, di dare il proprio assenso a comportamenti che con la crescita hanno poco a che vedere.
Innanzitutto perché si fa confusione sul significato da dare alla parola “accettazione”.
Anche se a volte il confine è molto sottile, accettare, ascoltare, comprendere non significano giustificare. Tornando all’inizio dell’articolo, è proprio quello che ha fatto la mamma di Sergio: ha giustificato l’azione del figlio; non il suo “no”, la sua fatica a chiedere scusa, non la sua rabbia, ma il suo usare la forza e picchiare gli altri bambini quando “gli saltano i cinque minuti”: mio figlio è fatto così, io lo accetto così com’è (e anche gli altri lo devono accettare, compreso chi si becca il suo bicchiere in fronte!)
La mamma di Sergio non è sola in questa convinzione… ripenso a frasi come:
“Mio figlio guarda la tv tutto il pomeriggio? Sì, fa solo quello, o gioca con i videogiochi, ma sai, purtroppo non ha la passione per la lettura!”
“Lui è fatto così: quando vede una bambina più piccola non resiste: deve correre a tirarle i capelli, anche se non la conosce”
“Un fratellino? No, gliel’abbiamo chiesto ma dice che non lo vuole… peccato! A me e mio marito sarebbe piaciuto, ma non posso certo obbligarla!”
“Ha voluto assolutamente vestirsi così; lo so che non è adatto a una bambina, ma lei (quattro anni, ndr) non è come sua sorella, ci tiene alla moda”
“La maestra dice che non dovremmo far vedere a Giorgio (tre anni, ndr) tanti combattimenti di Wrestling in TV, perché a scuola lui e i suoi compagni fanno a botte tutto il giorno. Ma cosa ci posso fare se gli piacciono? E poi, per i maschi non ci sono altri programmi!”
“Ho dovuto mettere la TV in cucina perché senza cartoni mio figlio non mangia; cosa ci vuoi fare, è fatto così: il cibo in sé proprio non gli interessa!”
“Caspita! Tuo figlio si rifà il letto? Che fortuna, la mia no”
“Tu sei fortunata, perché le tue figlie sono brave”
È davvero solo questione di fortuna? I bambini sono come “gratta e vinci”?
“La vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita”, dice Tom Hanks-Forrest Gump in un celebre film.
Seguendo il filo logico (logico?) di questo discorso, potremmo dire lo stesso per i figli: è questione di fortuna, quello che capita capita. L’importante è capire il figlio che ti è “capitato”, e accettarlo così com’è. Giusto? Sì … e no.
“Mio figlio è fatto così!” richiama l’”io sono fatto così” che spesso chiude una discussione tra adulti. A me ha sempre dato fastidio quando qualcuno mi ha messo di fronte a questa affermazione, che suona come un ultimatum: prendere o lasciare. Mi ha sempre dato fastidio perché dice la non disponibilità dell’altro a cambiare, a usare del tempo per capire le mie ragioni, a fare un po’ di fatica, anche.
Ecco, la fatica. Penso stia qui il nocciolo del problema.
Educare è un lavoro appassionante ma faticoso, da ricominciare ogni giorno, come quello del contadino, che si reca nei campi tutte le mattine e tutte le mattine deve usare forze, intelligenza, esperienza, competenza, pazienza e cura, insieme alla speranza che il tempo lo aiuti ad ottenere un buon raccolto.
Ma pazienza e fatica non vanno molto di moda ultimamente, soprattutto tra gli adulti: tutto dev’essere “easy”, leggero, veloce, anzi immediato. Non c’è tempo!
Neanche per i figli.
Quando un genitore rinuncia ad intervenire in alcune situazioni, più che dal “non ci posso fare niente” dichiarato sembra mosso da un “non ci devo/voglio fare niente”, e quella che viene sbandierata come accettazione non è altro che un alibi per il disimpegno: meglio rimbrottare maestra e compagna, incapaci di accettare Sergio e i suoi lanci di bicchiere, che fare la fatica di insegnargli, giorno dopo giorno, a gestire i suoi “cinque minuti che saltano” in modo meno distruttivo.
La mamma di Sergio purtroppo non è l’unica: il disimpegno in educazione oggi sembra molto diffuso, paradossalmente non per ignoranza o mancanza di interesse, anzi. Pensiamo alle pubblicazioni sull’educazione dei figli, dalle riviste, ai manuali, alle trasmissioni televisive o radiofoniche, molto più numerose che in passato. Talmente numerose che a volte i genitori ci si perdono: spesso alla ricerca di ricette e formule magiche là dove a volte basterebbe il buon senso, ricevono moltissime informazioni, ma a volte non sanno come usarle, sono disorientati, nel vero senso della parola: privi di orientamento; e senza un orientamento, una direzione, un senso, anche validissimi principi e atteggiamenti relazionali, come l’ascolto e l’accettazione, vengono fraintesi e usati a sproposito.
E' disponibile la nuova versione della Guida alla Dislessia per genitori, curata da Luca Grandi per l'Associazione Italiana Dislessia.
Nel mese di maggio 2012 l'Associazione Italiana Dislessia ha pubblicato la terza edizione della Guida alla Dislessia per genitori, realizzata grazie al contributo della Fondazione Johnson & Johnson, che ha creduto a questo importante progetto informativo permettendo la distribuzione gratuita in 50.000 copie.
La presente Guida è il frutto di un anno di lavoro durante il quale sono state riviste le riflessioni sui DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento) riportate nelle precedenti edizioni, alla luce dei dieci anni di impegno dell'Associazione e della Legge 170/2010 "Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico" e relative Linee Guida di cui al Decreto Attuativo n.5669. Questa Guida, dal taglio semplice e pratico, contenente considerazioni su quelli che sono i diritti del bambino dislessico e su quanto possa fare la famiglia, anche alla luce della legge 170/2010, vuole rappresentare uno strumento facile ed allo stesso tempo completo in mano a quei genitori che, sospettando di trovarsi di fronte ad un bambino dislessico o avendo terminato una valutazione diagnostica, sentano il bisogno di essere guidati lungo un percorso di conoscenza e di consapevolezza della Dislessia e dei DSA.
Un approfondimento sul disturbo oppositivo-provocatorio. Un disturbo che interessa circa il 3-5 % della popolazione scolastica. Informarsi è importante per identificare casi a rischio e programmare interventi mirati di sostegno e recupero. Questo è un libro gratuito per voi! buona lettura.
Adam è un bambino del Darfur di 12 anni. I ricordi di un'infanzia segnata da guerre e fame racchiuse nelle parole e nella musica di questa canzone.Da quando il conflitto ha distrutto il suo villaggio si è rifugiato nel campo di Muhajariya. Nonostante la grande voglia di imparare ha frequentato la scuola solo sporadicamente a causa della guerra e dei continui spostamenti. Questa canzone è stata registrata da una volontaria di Medici Senza Frontiere durante un incontro di educazione alla salute: Adam chiese alla ragazza di poter cantare e, una volta finita la sua canzone, si è seduto con la testa tra le gambe incurante degli applausi.
Vi presento la nuova area dedicata alle prove nazionali Invalsi, ad opera diPalestra Invalsi De Agostini. Le pagine contengono materiali e strumenti per allenare i vostri alunni; l'accesso ai contenuti è riservato agli insegnanti che hanno scelto i quaderni di lavoro Palestra Invalsi De Agostini. Quest'area, costantemente aggiornata, propone:
informazioni generali sull’origine e le caratteristiche dei test nazionali, a cura della prof.ssa Gilberti (accesso libero);
dalla rete: indicazioni riguardanti le varie sezioni del sito istituzionale Invalsi e su altri eventuali siti di interesse sull’argomento;
per allenarsi: una batteria di esercizi per ciascuna classe e materia raggruppati secondo i vari ambiti tematici, per esercitare e verificare le competenze previste dalle prove;
le prove ufficiali del 2011 e 2012 da eseguire in modalità interattiva, direttamente on-line o scaricandole sul proprio hard disk;
le soluzioni delle prove ministeriali erogate nel 2011 e nel 2012.
"M.H.E Migrare Humanum Est", il diario realizzato dal Centro Nord-Sud, in collaborazione con Geofor SpA, sarà distribuito gratuitamente il primo giorno di scuola in 9 scuole medie della provincia di Pisa.
È stato presentato "M.H.E Migrare Humanum Est", il diario interculturale 2012-2013 realizzato dall'Istituzione Centro Nord-Sud, in collaborazione con Geofor SpA che avvicina gli studenti pisani al mondo dell'intercultura. Il diario sarà distribuito gratuitamente il prossimo 12 settembre, in nove scuole medie della provincia: ideato per riflettere sulla presenza di immigrati, per capire le ragioni della migrazione e la nostra società, cercando anche di sensibilizzare sui temi ambientali.
Le scuole medie della provincia che hanno aderito al progetto sono: Fucini di Pisa, Leopardi di Vecchiano, Pacinotti, Curtatone e Montanara, Gandhi di Pontedera, Sacchetti di San Miniato, Banti di Santa Croce, Donegani di Montecatini Val di Cecina, Jacopo da Volterra. Il Diario è stato presentato dall'assessore alla cultura e presidente del Nord-Sud Silvia Pagnin, insieme al Presidente di Geofor SpA Paolo Marconcini, agli assessori alla politiche scolastiche dei comuni di Pontedera e Vecchiano e ai dirigenti e insegnanti delle scuole conivolte.
"In tempi di crisi e di difficoltà economiche - spiega l'assessora Pagnin - anche un piccolo gesto può essere d'aiuto. Il diario scolastico interculturale è stato elaborato dopo la positiva esperienza dell'anno scorso in 5 scuole medie, così ritorna la nuova edizione. Il Diario raggiungerà 1500 persone tra alunni e insegnanti. Oltre le funzioni scolastiche avrà anche quelle di sussidio per l'educazione interculturale. Attraverso le foto delle attività di cooperazione, i proverbi di varie tradizioni, personaggi famosi, storia e la geografia e divertenti giochi a test, MHE vuol aiutare i ragazzi a capire un mondo che sta cambiando nel quale si incontrano sempre più spesso parole come intercultura, multicultura, integrazione".
Mancano pochi giorni all'apertura delle scuole e il Garante per la protezione dei dati personali ritiene utile fornire a professori, genitori e studenti, sulla base dei provvedimenti adottati e dei pareri resi, alcune indicazioni generali in materia di tutela della privacy.
Temi in classe
Non lede la privacy l'insegnante che assegna ai propri alunni lo svolgimento di temi in classe riguardanti il loro mondo personale. Sta invece nella sensibilità dell'insegnante, nel momento in cui gli elaborati vengono letti in classe, trovare l'equilibrio tra esigenze didattiche e tutela della riservatezza, specialmente se si tratta di argomenti delicati.
Cellulari e tablet
L'uso di cellulari e smartphone è in genere consentito per fini strettamente personali, ad esempio per registrare le lezioni, e sempre nel rispetto delle persone. Spetta comunque agli istituti scolastici decidere nella loro autonomia come regolamentare o se vietare del tutto l'uso dei cellulari. Non si possono diffondere immagini, video o foto sul web se non con il consenso delle persone riprese. E' bene ricordare che la diffusione di filmati e foto che ledono la riservatezza e la dignità delle persone può far incorrere lo studente in sanzioni disciplinari e pecuniarie o perfino in veri e propri reati. Stesse cautele vanno previste per l'uso dei tablet, se usati a fini di registrazione e non soltanto per fini didattici o per consultare in classe libri elettronici e testi on line.
Recite e gite scolastiche
Non violano la privacy le riprese video e le fotografie raccolte dai genitori durante le recite, le gite e i saggi scolastici. Le immagini in questi casi sono raccolte a fini personali e destinati ad un ambito familiare o amicale. Nel caso si intendesse pubblicarle o diffonderle in rete, anche sui social network, è necessario ottenere il consenso delle persone presenti nei video o nelle foto.
Retta e servizio mensa
É illecito pubblicare sul sito della scuola il nome e cognome degli studenti i cui genitori sono in ritardo nel pagamento della retta o del servizio mensa. Lo stesso vale per gli studenti che usufruiscono gratuitamente del servizio mensa in quanto appartenenti a famiglie con reddito minimo o a fasce deboli. Gli avvisi messi on line devono avere carattere generale, mentre alle singole persone ci si deve rivolgere con comunicazioni di carattere individuale. A salvaguardia della trasparenza sulla gestione delle risorse scolastiche, restano ferme le regole sull'accesso ai documenti amministrativi da parte delle persone interessate.
Telecamere
Si possono in generale installare telecamere all'interno degli istituti scolastici, ma devono funzionare solo negli orari di chiusura degli istituti e la loro presenza deve essere segnalata con cartelli. Se le riprese riguardano l'esterno della scuola, l'angolo visuale delle telecamere deve essere opportunamente delimitato. Le immagini registrare devono essere cancellate in generale dopo 24 ore.
Inserimento professionale
Al fine di agevolare l'orientamento, la formazione e l'inserimento professionale le scuole, su richiesta degli studenti, possono comunicare e diffondere alle aziende private e alle pubbliche amministrazioni i dati personali dei ragazzi.
Questionari per attività di ricerca
L'attività di ricerca con la raccolta di informazioni personali tramite questionari da sottoporre agli studenti è consentita solo se ragazzi e genitori sono stati prima informati sugli scopi delle ricerca, le modalità del trattamento e le misure di sicurezza adottate. Gli studenti e i genitori devono essere lasciati liberi di non aderire all'iniziativa.
Iscrizione e registri on line, pagella elettronica
In attesa di poter esprimere il previsto parere sui provvedimenti attuativi del Ministero dell'istruzione riguardo all'iscrizione on line degli studenti, all'adozione dei registri on line e alla consultazione della pagella via web, il Garante auspica l'adozione di adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati.
Voti, scrutini, esami di Stato
I voti dei compiti in classe e delle interrogazioni, gli esiti degli scrutini o degli esami di Stato sono pubblici. Le informazioni sul rendimento scolastico sono soggette ad un regime di trasparenza e il regime della loro conoscibilità è stabilito dal Ministero dell'istruzione. E' necessario però, nel pubblicare voti degli scrutini e degli esami nei tabelloni, che l'istituto eviti di fornire, anche indirettamente, informazioni sulle condizioni di salute degli studenti: il riferimento alle "prove differenziate" sostenute dagli studenti portatori di handicap, ad esempio, non va inserito nei tabelloni, ma deve essere indicato solamente nell'attestazione da rilasciare allo studente.
Trattamento dei dati personali
Le scuole devono rendere noto alle famiglie e ai ragazzi, attraverso un'adeguata informativa, quali dati raccolgono e come li utilizzano. Spesso le scuole utilizzano nella loro attività quotidiana dati delicati - come quelli riguardanti le origini etniche, le convinzioni religiose, lo stato di salute - anche per fornire semplici servizi, come ad esempio la mensa. E' bene ricordare che nel trattare queste categorie di informazioni gli istituti scolastici devono porre estrema cautela, in conformità al regolamento sui dati sensibili adottato dal Ministero dell'istruzione. Famiglie e studenti hanno diritto di conoscere quali informazioni sono trattate dall'istituto scolastico, farle rettificare se inesatte, incomplete o non aggiornate.
Lunedì 8 ottobre 2012 Dislessia, il vero problema? E' informare chi non ce l'ha! Rivolta a chi? Se sei un genitore/insegnate/dirigente Proponi nella Tua Scuola e/o Associazione di organizzare un'1ora, 1 lezione, 1 giorno dal tema: "Informiano sulla Dislessia" I° Giornata Nazionale per il giorno di lunedì 8 Ottobre 2012 (a due anni dall'uscita della Legge 170). Come fare? Invia una mail a segreteriasenpa@yahoo.it con oggetto "giornata dislessia"