Dal Consiglio dei Ministri del 3 marzo 2015
i risultati
per scaricare il PDF qui http://www.corriere.it/foto-gallery/scuola/15_marzo_03/buona-scuola-linee-guida-riforma-c0ad88e6-c1f2-11e4-9eeb-2972a4034f5c.shtml
mercoledì 4 marzo 2015
lunedì 19 gennaio 2015
Viaggio nella Shoah
Un piccolo lavoro per non dimenticare la Shoah, a disposizione di tutti. Realizzato da Margherita D'Alessandro e da Paolo Gallese, per la scuola primaria, è un micro sito propedeutico, per inquadrare alcuni temi di base ed eventualmente attuare altri percorsi. Contiene un breve percorso, una toccante intervista, una raccolta ragionata di film e libri a cura del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea.
Lo trovate qui:
http://pagallese.wix.com/viaggionellashoah
Lo trovate qui:
http://pagallese.wix.com/viaggionellashoah
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domenica 11 gennaio 2015
Evacuazione degli alunni con disabilità motorie
I criteri per l’evacuazione di alunni o personale diversamente abile variano in base alla tipologia di disabilità.
Esistono alcuni criteri generali da seguire, quali ad esempio:
- attendere lo sfollamento degli altri alunni presenti in aula o delle persone presenti nella stanza
- accompagnare le persone con capacità motorie o sensoriali ridotte all’esterno dell’edificio (questo compito è svolto dagli studenti designati ad assistere i disabili e dall'addetto antincendio assegnato al piano dove si trova il disabile)
- se non è possibile raggiungere l’esterno dell’edificio, provvedere al trasporto del disabile fino ad un luogo idoneo, possibilmente un locale dotato di finestra lontano da dove si è sviluppato il focolaio dell’incendio, in attesa dei soccorsi.
Nel caso si abbia la presenza di un disabile motorio, occorre in primis verificare il grado di collaborazione che questo può fornire ed agire secondo le due seguenti tipologie di azioni:
- sollevamento della persona da soccorrere
- spostamenti di parti del corpo della persona
In particolare, queste ultime riguardano le persone che presentano patologie di carattere psichico talmente gravi da comportare una completa inabilità motoria e devono essere affrontate con tecniche specifiche.
Nel caso di persone che utilizzano sostegni motori quali, ad esempio, una stampella o un bastone, e sono capaci di muoversi autonomamente benché in modo lento, è opportuno fornire un valido contributo dando la propria disponibilità ad accompagnare la persona fino ad un luogo sicuro.
Le persone che utilizzano sedie a rotelle, molte volte possono muoversi autonomamente fino ai punti dov’è necessario affrontare dislivelli, ed in tal caso il ruolo del soccorritore può consistere in un affiancamento.
Risulta evidente, quindi, la necessità che il soccorritore concordi in anticipo con la persona da aiutare le modalità di trasporto ed evacuazione della stessa.
www.orizzontescuola.it/guide/evacuazione-degli-alunni-disabilit-motorie
Risulta evidente, quindi, la necessità che il soccorritore concordi in anticipo con la persona da aiutare le modalità di trasporto ed evacuazione della stessa.
www.orizzontescuola.it/guide/evacuazione-degli-alunni-disabilit-motorie
mercoledì 31 dicembre 2014
giovedì 25 dicembre 2014
mercoledì 3 dicembre 2014
Coding: una guida per insegnanti
Torna prepotentemente di moda il concetto di Coding nella scuola, anche alla luce di quanto previsto dall'iniziativa ministeriale "Programma il futuro", rivolta particolarmente alla scuola primaria.
Per questo in USA è nata nel 2013 ,The Hour of Code, un progetto che mira a far svolgere almeno un'ora di Coding in ogni scuola del mondo. L'Italia fin da settembre 2014 si è inserita in questa iniziativa attraverso Programma il futuro, individuando la Settimana dell'Educazione Informatica dall' 8 al 14 dicembre (scarica qui il volantino).
per approfondire questo tema vi consiglio una Guida per insegnanti al Coding, elaborata da Domenico Stasio su Fulcroscuola.
http://www.robertosconocchini.it/discipline-informatica/4534-coding-una-guida-per-insegnanti.html |
venerdì 14 novembre 2014
lunedì 10 novembre 2014
Didattica della LIM
Entriamo in aula. La LIM è lì, sul muro, già in funzione. Cosa rappresenta per noi? Come accostarci ad essa? Attraverso quali strategie? Sono alcune delle domande che viene spontaneo farsi non appena si comprende che la tecnologia da solo non compie miracoli e che quindi la possibilità che la Lavagna ha di essere uno strumento innovativo dipende dalle pratiche con cui l’insegnante decide di integrarla nel proprio agire didattico.
Una traccia di risposta (e riflessione) a questo riguardo viene da Pasolini. Nel 1965, Pasolini scrive un saggio – Il cinema di poesia – nel quale riflette sul rapporto tra cinema e letteratura. La sostanza del suo pensiero è racchiusa in una battuta: “mentre l’operazione dello scrittore è un’invenzione estetica, quella dell’autore cinematografico è prima linguistica e poi estetica”. Cosa significa? Significa che nel caso della letteratura la lingua con i suoi codici ha avuto tempo di definirsi e di fissarsi: l’autore si limita a fare un lavoro di tipo stilistico. Nel caso del cinema occorre prima definire i codici (non esistono una grammatica e una sintassi dell’immagine date una volta per tutte), poi intervenire sul piano dello stile.
Lo spunto è interessante e ci consente di individuare due usi possibili della LIM in didattica: li chiamiamo uso stilistico e uso linguistico.
Cosa implica l’uso stilistico della LIM?
- Implica di privilegiare la forma, ovvero di lasciarsi catturare dagli effetti speciali: posso caricare sfondi e oggetti da una libreria digitale, posso modificarli, colorarli, arricchirli di animazioni. Il narcisismo del docente ne può uscire gratificato: produco i miei oggetti, mi lascio convincere che tutto sia solo questione di artifici.
- L’uso stilistico finisce per ancorare l’impiego della LIM a modelli conosciuti. Prima usavo la lavagna di ardesia per supportare la mia lezione frontale; poi ho scoperto di poterlo fare con dei Powerpoint; adesso potrò farlo anche meglio grazie alla LIM. Al fondo, però, non cambia nulla. I nuovi formati non comportano significative trasformazioni delle mie pratiche che restano le stesse e alla fine prevalgono.
- Infine, posso correre il rischio di non rispettare l’ergonomia cognitiva. Oggetti multimediali troppo sofisticati, troppo ricchi di effetti, sovraccarichi di contenuti, non sono funzionali all’apprendimento: possono disorientare, distogliere l’attenzione dei ragazzi, spostare l’accento dal contenuto alla forma. Insomma: occorre prestare molta attenzione.
Cosa significa, invece, fare un uso linguistico della LIM?
- Significa, anzitutto, riflettere sul sistema dei codici. Torna qui l’osservazione già introdotta sul carattere tattile della LIM. Costruire oggetti multimediali non è la stessa cosa che produrre un testo scritto o girare un filmato. Manipolare non è la stessa cosa che vedere o ascoltare. L’insegnante deve chiedersi come comunica la LIM e comportarsi di conseguenza.
- Ancora, significa riflettere sugli usi possibili della LIM. Ce ne occuperemo ancora specificamente; per ora è sufficiente immaginarsi questi usi come collocati su due continui. Il primo oscilla tra uso individuale (l’insegnante usa la LIM) e collaborativo (gli studenti usano la LIM); il secondo tra uso rappresentativo (la LIM come spazio su cui materializzare oggetti) e costruttivo (la LIM come spazio entro cui costruire oggetti).
- Da ultimo, l’uso linguistico implica di interrogarsi su caratteri e funzionalità dei contenuti digitali in relazione agli altri contenuti e agli altri supporti. Quando usare la LIM e quando altri strumenti? E quali contenuti? E attraverso quali mix di contenuti?
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